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UN’AZIENDA VIRTUOSA

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Henkel lancia la sfida del consumo responsabile

Henkel è da anni impegnata nella realizzazione di un modello di impresa che, pur perseguendo obiettivi di crescita e competitività, possa ridurre l’impatto ambientale e puntare al costante miglioramento delle performance di sostenibilità nel rispetto delle generazioni future.

Tali performance sono state accuratamente misurate in alcune aree chiave:

  • energia e clima,
  • acqua e acquee reflue,
  • materiali e rifiuti,
  • salute e sicurezza,
  • progresso sociale.

Nel 2010, con due anni di anticipo, Henkel ha raggiunto e superato gli obiettivi che, sulla base dei progressi compiuti fino al 2007, erano stati definiti per il 2012.

In particolare, l’azienda è riuscita a ridurre

  • i consumi energetici del 21%,
  • risparmiare il 26% di acqua,
  • ridurre del 24% l’impatto dei propri rifiuti e
  • diminuire del 29% gli infortuni sul lavoro.

Con la Strategia per la Sostenibilità 2030, Henkel si è data come priorità quella di assicurare alle generazioni future la possibilità di vivere bene entro i limiti delle risorse disponibili sul pianeta.

In questa prospettiva, nei prossimi 20 anni Henkel intende triplicare il valore creato rispetto all’impronta lasciata da operazioni, prodotti e servizi, ovvero rendere tutti i prodotti e i processi tre volte più efficienti di oggi.
Il “Fattore 3” sarà applicato a ogni divisione e tutti gli ambiti operativi lungo la catena del valore, puntando da un lato a ridurre l’impronta ecologica delle attività e dei prodotti Henkel nelle aree energia e clima, materiali e rifiuti, acqua e acque reflue, dall’altro ad aumentare il valore generato nelle aree del progresso sociale, sicurezza e salute, prestazioni.

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La ricerca realizzata per Henkel

Da TNS , nel mese di aprile 2012, coinvolgendo circa 6.400 adulti in 8 Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia).

Secondo questo studio,

  • il 56% degli italiani non segue i dosaggi indicati sulla confezione dei detersivi per bucato,
  • il 20% tende a usare più prodotto di quanto suggerito,
  • il 27% dosa “a occhio” o non presta attenzione a questo aspetto,
  • il 39% degli italiani lamenta la difficoltà di distinguere quali prodotti, tra i tanti in commercio, siano effettivamente sostenibili,
  • mentre il 15% non riesce a identificarli sul punto vendita.

Crescono i comportamenti responsabili dei consumatori

La ricerca ha inoltre evidenziato la crescente sensibilità verso l’impatto ambientale dei propri comportamenti.

Il 92% degli italiani ritiene importante o molto importante contenere i consumi domestici di energia elettrica, mentre la sicurezza ambientale viene sempre più spesso menzionata tra i criteri che determinano l’acquisto di un prodotto.
Dallo studio emerge come il 61% degli italiani sia convinto di fare abbastanza in tema di sostenibilità. Tra le abitudini più citate vi sono la raccolta differenziata (oltre l’80% degli intervistati dichiara di farla regolarmente), la riparazione degli oggetti per evitare di buttarli via (47%), ma anche azioni virtuose come chiudere l’acqua mentre si lavano i denti (87%) o si fa la doccia (75%).

La larga maggioranza degli intervistati riconosce che potrebbe fare di più. Oltre il 40% ammette di fare ancora il bucato a 60°C e oltre (nonostante i detersivi di nuova generazione permettano oggi di lavare con ottime prestazioni anche a bassa temperatura), solo il 43% ha installato sulla doccia un dispositivo per ridurre il consumo di acqua e soltanto il 27% ha dichiarato di acquistare abitualmente prodotti sostenibili.
Un dato interessante riguarda infine la fiducia nei confronti delle aziende, a cui viene riconosciuto il fatto di aver migliorato le performance di sostenibilità dei prodotti: il 75% degli intervistati pensa che i detergenti di oggi siano più sostenibili rispetto a quelli di 20 anni fa, un’opinione condivisa nel 70% dei casi per i cosmetici e nel 60% per gli adesivi.

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