LA GENTILEZZA VERA NON FA ECCEZIONI
(E PORTA UNA SCATOLA DI CIOCCOLATINI)

Di Giacomo Papasidero

Uno dei motivi per cui potremmo negare la nostra gentilezza a qualcuno è l’aver subito un torto, un comportamento scorretto da questa persona.
Essere gentili con chi ci offende, per esempio, con chi ci tratta male, è scortese, aggressivo, non è facile e potremmo arrivare a pensare qualcosa del tipo: “Questa persona non si merita la mia gentilezza!”.

Noi pensiamo che per essere gentili bisogna amare, e non c’è atto d’amore più grande che perdonare chi si comporta male con noi o con gli altri e apparentemente non meriterebbe il nostro amore.
Abbiamo già detto che l’amore, e la gentilezza, dovrebbero essere gratuiti, incondizionati. Se li neghiamo a chi non vive come piace a noi, a chi fa scelte che non apprezziamo o ci tratta senza gentilezza, allora non sarebbe più così incondizionato.

Ci sono alcune ottime ragioni per cui dovremmo imparare a essere gentili anche con chi non lo è:

  1. Se la nostra gentilezza dipende da come si comportano gli altri, allora sono loro che controlleranno la nostra vita!
  2. Se amare ed essere gentili ci rende felici, negare questa gentilezza a chi non la “merita” farà stare male noi, che ci priviamo di qualcosa che ci farebbe invece stare bene. Ha senso?
  3. Se siamo gentili solo con chi lo è con noi, non stiamo facendo niente di importante, non è un atto d’amore ma un baratto: diamo alle persone da cui pensiamo di ricevere.

Approfondiamo meglio ogni punto per imparare a perdonare ed essere gentili anche con chi ci tratta male.
Per prima cosa la nostra libertà. Ne parleremo meglio tra qualche settimana, intanto è evidente che se i nostri comportamenti dipendono da quelli degli altri, non siamo davvero liberi.
Se noi siamo gentili con chi è educato, e non lo siamo con chi è scortese, chi sta decidendo i nostri comportamenti? Da chi dipende come affronteremo la nostra vita?
Se incontriamo una persona nervosa e aggressiva, smetteremo di essere gentili, ci chiuderemo, proveremo emozioni negative (fastidio, rabbia, delusione magari).
In pratica lasciamo che le scelte degli altri (essere gentili con noi o meno) determinino il nostro umore, le nostre decisioni, la nostra giornata.

Essere gentili fa stare bene. E noi vogliamo stare bene!

Se smettiamo di offrire la nostra gentilezza (che ci rende felici) solo perché gli altri si comportano male, saremo i primi a soffrire di questa situazione.
È come se ogni volta che una persona è scortese con noi, per punirla, ci diamo un pugno sul naso! O uno schiaffo. Avrebbe senso?
Eppure è proprio quello che facciamo ogni volta che lasciamo all’infelicità degli altri il potere di controllare le nostre azioni e il nostro atteggiamento.
Inoltre la gentilezza è davvero profonda quando diventa un nostro modo di essere e di vivere. Non ci rende felici e forti esserlo solo con chi ricambierà.
Siamo davvero forti quando le cattiverie degli altri non hanno il potere di controllare il nostro modo di vivere (indipendenza emotiva), quando siamo noi che decidiamo cosa fare e non lasciamo agli altri il potere di limitare la nostra gioia.
Dobbiamo sempre ricordarci che a renderci felici e farci stare bene non è mai quello che riceviamo dalle persone o dalle situazioni della vita, ma come le viviamo.
Se qualcuno ci tratta male, senza gentilezza, questa persona non sarà mai felice. Chi non vive con amore è pieno di emozioni negative, prima su tutte la paura, l’insicurezza.

Da oggi dobbiamo immaginarci di avere una scatola di cioccolatini in mano.

Ogni volta che incontriamo qualcuno e gli diamo un cioccolatino (un sorriso, una parola di conforto, un complimento o qualsiasi altro gesto d’amore), noi guadagniamo un’ora di felicità.
Chi si accontenterebbe di un’ora? Non ne vorremmo avere migliaia per vivere una vita felice e meravigliosa?
Allora dobbiamo capire che ogni cioccolatino dato a chi ci tratta male, con scortesia e superficialità, vale 2 ore e chi ci attacca e o ci ha fato del male in passato, ne fa guadagnare 5 di ore di felicità!
Ogni cioccolatino dato a qualcuno che “non lo meriterebbe” vale molto di più degli altri, e renderà noi molto più felici.
Da oggi non dobbiamo più dimenticarci della scatola di cioccolatini che portiamo sempre con noi, ovunque andiamo, e offrirne sempre a tutti, chiunque siano le persone che incontriamo.
Soprattutto a coloro che non si “meriterebbero” quel dono. Se lo facciamo, stiamo in realtà regalando qualcosa non solo a loro, ma anche a noi stessi.
E potremmo presto trovarci a scoprire che più diamo cioccolatini a chi si comporta anche male, più non ci peserà quel comportamento negativo, lasciandoci liberi di essere gentili con tutti, davvero con tutti.

Commenta articolo