LE CITTÀ: GIUNGLE PER I DISABILI

A cura di Micaela Munno

Molto spesso, girando per le nostre città, ci troviamo in situazioni assurde e paradossali: parcheggi riservati ai disabili occupati da chi non ha l’autorizzazione o da auto con contrassegno esposto ma senza nessun tipo di disabile presente a bordo.

Sembra essere un argomento di cui troppo poco si parla ma la vita in città non è certamente facile per i disabili. Basta fare una passeggiata per le vie della città ed imbattersi in parcheggi riservati a persone con disabilità irrispettosamente occupati, causando problemi logistici a chi ha già altre difficoltà quotidiane. Solo nella città di Milano il 65% dei posti macchina per disabili, dalla periferia al centro, sono occupati da macchine senza nessun tipo di permessi speciali.

Oltre a questo “esercito di maleducati” che parcheggiano senza farsi troppi problemi nei posti riservati, eisitono i “furbetti” che richiedono il pass per disabili per parcheggiare ed entrare ovunque anche quando non hanno a fianco il disabile. Si ingegnano con una nonna, una zia o magari un lontano parente al quale far compilare la documentazione per ottenere il pass, come se tale rilascio riservato ai portatori di handicap sia una possibilità di parcheggiare gratis.

Storie incredibili

Incredibili sono le storie che vedono protagonisti i disabili.

Di recente nella città di Lecco un esponente politico è stato sollecitato a dimettersi per aver tagliato le ruote dell’auto a un disabile, che volendo parcheggiare ha trovato il posto auto occupato dalla sua Jaguar.

A Milano, la mamma della piccola Rebecca, tetraplegica, ogni qual volta che trova il suo posto invalidi occupato è costretta a chiamare i vigili e il carro attrezzi per farlo liberare ma il mattino seguente le gomme della sua auto sono a terra. La piccola Rebecca è obbligata a rimanere a casa e saltare la scuola.

O ancora, il Signor Fulvio, costretto alla sedia a rotelle a causa di una lesione midollare, appena prende la macchina per muoversi al ritorno puntualmente non ha più il suo posto.

A Vimercate, provincia di Monza e Brianza, un disabile e il suo accompagnatore sono stati picchiati, gettati a terra, presi a pugni in testa, riempiti di calci da operai impiegati nello scarico di pacchi da un furgone parcheggiato nel posto sbagliato.

A Lecce, una donna, affetta da alcuni disagi fisici, è stata sanzionata dagli agenti di polizia municipale per aver sostato con regolare talloncino su un’area apposita.

È inevitabile che le classiche risposte delle persone che occupano i parcheggi riservati con la loro macchina siano sempre le stesse: “ il parcheggio era al completo, ho parcheggiato qui per una breve sosta” oppure “ il disabile è mia madre o mio figlio” che in realtà non sono presenti.

Ormai sembra che la maggior parte dei cittadini l’abbia preso come abitudine, non rendendosi conto di commettere atti impropri. Spesso sono proprio i parenti dei disabili a non rispettare le regole. Avere una persona disabile in famiglia non autorizza il resto dei componenti del nucleo famigliare ad usare il talloncino arancione per parcheggiare comodamente in un parcheggio disabile senza la persona cara accanto.

Facciamo qualcosa

La nostra associazione, Gentletude Onlus, si propone un mondo migliore depurato dall’aggressività e dalla maleducazione.
Per tale scopo sta mettendo in atto un progetto a favore dei diritti dei disabili ma anche di tutti coloro che a causa delle macchine parcheggiate sui marciapiedi e sulle strisce pedonali rischiano la vita.
Presto il progetto sarà disponibile gratuitamente sul nostro sito.

Nella speranza che qualcosa possa davvero cambiare.

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