ESTATE 2012: MAGNIFICA!

A cura di Micaela Munno

L’estate è la stagione più amata, sole, divertimento, relax …ma quali possono essere le conseguenze di un’estate così calda come questa appena trascorsa? In particolare le alte temperature possono avere delle conseguenze negative sulle coltivazioni e quindi sull’economia e in generale la vita sul nostro pianeta?

A risentire della meteorologia estiva, temperature più elevate e aria più calda, sono le nostre terre.

La siccità è un fenomeno molto lento, ma quando la siccità si presenta, distrugge il territorio e rende molto difficile, se non impossibile, la vita di piante, animali ed esseri umani.

L’estate appena passata è stata registrata tra le più calde e secche degli ultimi tempi. Durante tutto il periodo le piogge sono diminuite del 48% mettendo in difficoltà tutto il settore agro-alimentare mondiale, specie di alcuni “prodotti base” come grano, mais e soia.

A giugno 2012, ben 170 record di calore, stabiliti da quando esistono le registrazioni dei dati meteorologici, sono stati eguagliati o battuti, la temperatura registrata è stata di 1.07 gradi celsius sopra la media. Gli incendi, in aggiunta, hanno ridotto in cenere milioni di acri di territorio boschivo e la riduzione dei ghiacciai ha determinato la diminuzione della nostra riserva idrica strategica a lungo termine.

E’ evidente, quindi, che la grande siccità del 2012 sia l’inevitabile conseguenza del riscaldamento globale, che in futuro è destinato a intensificarsi.

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Quali le cause?

Il fenomeno della siccità è determinato dall’inquinamento, dalla presenza di polveri sottili nell’atmosfera, dal buco dell’ozono.

Studi hanno confermato che aerosol, fuliggine, polvere ed altre piccole particelle rilasciate dall’atmosfera possono influenzare il clima, riducendo le precipitazioni nelle regioni aride ed incrementando la violenza delle tempeste di neve e  la portata delle piogge nelle regioni umide.

La riduzione dell’effetto schermente dell’ozono, di fatto, comporta un conseguente aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra.

Tali raggi ultravioletti inoltre, determinano un’inibizione parziale della fotosintesi delle piante, causando un rallentamento della crescita e, nel caso si tratti di piante coltivate, una diminuzione dei raccolti.

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Danni ingenti alla produzione

Il bilancio, della stagione estiva appena trascorsa è disastroso.

Tra i paesi travolti dalla siccità abbiamo:

  • Italia, che piegata in due dall’assenza di pioggia ora deve fare i conti con un terzo del raccolto nazionale perduto e oltre un miliardo di euro di danni,
  • Cina, dove la riduzione del 65% delle precipitazioni ha portato gravi conseguenze sull’economia, con la previsione di un aumento generale dei prezzi dei generi alimentari,
  • Stati Uniti dove il 61% di tutta la nazione sta vivendo condizioni di siccità e il raccolto di mais, soia e altri generi alimentari sarà molto inferiore alle previsioni, con un conseguente aumento dei prezzi.

La grande siccità, dunque, produrrà effetti devastanti a livello internazionale, in quanto gli Stati Uniti, che sono grandi esportatori di cereali, rappresentano per l’agricoltura quello che l’Arabia Saudita è per il petrolio; quindi l’aumento dei prezzi agricoli provocherà danni soprattutto nei Paesi poveri, dove ogni crisi alimentare si trasforma in”fame” per la popolazione.

Vittime della siccità

Non possiamo prevedere ancora cosa succederà in futuro ma non sono certo da dimenticare gli avvenimenti del recente passato.

Tra il 2007 e il 2008 l’aumento del prezzo del riso, del mais e del frumento è stato del 100% e il rincaro degli alimenti, soprattutto del pane, ha innescato le “rivolte del cibo” in più di una ventina di paesi come Bangladesh, Camerun, Egitto, Indonesia, Senegal e Yemen.

Le rivolte sono state attribuite all’eccessivo aumento del prezzo del greggio, utilizzato in agricoltura per l’irrigazione, i trasporti e la fabbricazione di pesticidi, che di conseguenza ha reso più costosa la coltivazione.

Tra il 2010 e il 2011 il prezzo del frumento è aumentato di più del 50% e quello di altri beni alimentari del 32%. L’impennata è stata associata al cambiamento climatico.

Un’ondata di calore, accompagnata da siccità e incendi, aveva colpito la Russia orientale, riducendo di un quinto il raccolto di frumento e spingendo Mosca a vietare le esportazioni di cereali.

La siccità aveva svuotato i granai cinesi, mentre le alluvioni avevano distrutto parte dei raccolti australiani.

Il rincaro, inoltre, ha causato forti tensioni sociali, il 2011 è stato l’anno della cosiddetta “Primavera araba”, ovvero delle rivolte scoppiate nell’Africa del Nord e nel Medio Oriente.

Le proteste, per l’aumento dei beni di prima necessità, non sono in seguito mancate in Egitto, Giordania e Sudan.

Piccoli passi portano a grandi prodigi

Ognuno di noi può contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta adottando uno stile di vita più responsabile, iniziando proprio dalle piccole cose di ogni giorno.

Abbassa, spegni, ricicla, cammina sono le parole chiavi.

  • Spegnere la luce quando non ci siamo,
  • Non lasciare le apparecchiature in stand-by,
  • Usare le batterie ricaricabili invece delle pila usa e getta,
  • Non tenere aperto il frigorifero a lungo,
  • Usare gli elettrodomestici fuori dalle ore di punta,
  • Per stirare aspettare di avere prima la pila di panni per evitare di scaldare il ferro ogni volta, utilizzare le finestre a doppio vetro per diminuire, fino al 70 %, la perdita di energia in casa,
  • Tagliare le verdure a dadini per ridurre i tempi di cottura e nelle preparazioni al vapore, meglio usare solo quantità di acqua necessaria..ecc.

La possibilità di cambiamento è nelle nostre mani!

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