APRIRE GLI OCCHI RENDE GENTILI

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Di Giacomo Papasidero

Difficilmente possiamo essere gentili con un atteggiamento pessimista o negativo. La gentilezza è di per sé apertura verso gli altri e verso ciò che ci circonda. Pessimismo e negatività, proprio perché comportano una sfiducia negli altri e l’idea che qualcosa andrà male o che avremo problemi difficili da risolvere, ci portano nella direzione opposta, verso una chiusura e verso la diffidenza e spesso l’indifferenza.
A molti sembra che una visione ottimista sia ingenua e superficiale. Ovviamente l’ottimismo di cui parliamo noi non è un approccio banale ai problemi. Inoltre molte persone credono che si nasca ottimisti, o pessimisti, e che quindi non si possa cambiare il modo in cui affrontiamo la vita.
In realtà ci sono alcuni consigli pratici che possono aiutarci ad applicare una filosofia di vita positiva, che nutra la nostra gentilezza facendoci vivere meglio. Potremmo definirli semplici esercizi per allenare l’ottimismo.

Imparare a guardare la realtà dal lato giusto
Per prima cosa dobbiamo comprendere bene cosa significa essere ottimisti e pensare positivo. Ossia cercare soluzioni, osservare quello che funziona malgrado i problemi. Niente “gattini rosa”, l’ottimismo è concreto, tiene conto delle cose negative ma pensa a come risolverle, invece di lamentarsi.
Simona Atzori è una ragazza che dipinge, balla, scrive. Non ci sarebbe nulla di speciale se non considerassimo che è nata senza braccia. Essere ottimisti significa imparare, anche da storie come la sua, che possiamo scegliere se guardare a quel che ci manca, oppure sfruttare pienamente quel che abbiamo a disposizione malgrado i problemi e le difficoltà.
Se una ragazza ha imparato a dipingere (benissimo!) e ballare pur non avendo le braccia, allora crediamo proprio che ognuno di noi abbia la possibilità di realizzare grandi cose se non si lascia scoraggiare dalle difficoltà. Questo per noi significa essere ottimisti.

L’ottimismo vede i problema, ma si concentra sulle soluzioni
Cercare sempre una soluzione. Quando incontriamo un problema, dobbiamo farci sempre queste due domande: come posso risolverlo? Che cosa posso fare?
Invece di fermarci, dobbiamo cercare una strada per andare avanti. Il vero problema non è mai l’imprevisto, la difficoltà o l’inconveniente che incontriamo, ma l’atteggiamento mentale con cui lo affrontiamo. La realtà è un dato di fatto e se ci troviamo di fronte a una sfida impegnativa è inutile far finta di nulla: come possiamo risolverla?
Essere ottimisti significa avere la mente sempre orientata alle possibilità e alle soluzioni. Vivere le difficoltà con un atteggiamento costruttivo. Ormai ci sono, inutile pensare che non ci piacciano. Meglio una domanda del tipo:

  • Come posso gestire questa situazione?
  • Come posso migliorarla?
  • Come posso conviverci?
  • Che cosa posso fare di bello e divertente nonostante tutto?

Pensiamo ancora una volta alla storia di Simona. Si è ritrovata senza braccia sin dalla nascita e i suoi genitori l’hanno aiutata a chiedersi “come posso fare questa cosa ugualmente?”.
Le piaceva dipingere, e ha imparato a farlo tenendo i pennelli con le dita dei piedi. Scrivere allo stesso modo. Ha imparato a danzare pur non avendo le braccia a darle equilibrio. Insomma, non si è fermata al problema, aveva un obiettivo e ha sempre cercato una strada per raggiungerlo.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Inoltre non dobbiamo mai dimenticare quanto di positivo ci sia nella nostra vita. Sì, ricordarci anche di essere grati per ciò che siamo e abbiamo. Ogni giorno basterebbe aprire il televisore e ascoltare le notizie al telegiornale per renderci conto che la maggior parte del mondo non ha le nostre comodità, che la libertà che noi consideriamo scontata in molti paesi non è nemmeno contemplata e che mentre noi andiamo a dormire in un letto caldo sotto un tetto sicuro, milioni di persone vivono in condizioni di povertà, miseria o guerra.
Quando cominciamo ad avere un atteggiamento differente, se ci rendiamo conto di quanto, in realtà, siamo fortunati nonostante le difficoltà che affrontiamo ogni giorno, allora non solo cambia la nostra visione della vita, ma diventa facile, quasi spontaneo, aprirci con gentilezza nei confronti degli altri. E possiamo anche riscoprire la capacità di guardare alle cose belle che ci circondano.
Ad esempio dovremmo riprendere l’abitudine a vedere non solo i difetti degli altri, ma soprattutto i pregi, o non fermarci a quel che non va bene e sottolineare invece quello che al contrario funziona. Un esercizio molto efficace consiste nel cercare le cose positive che possiamo vedere, annusare, ascoltare o toccare attorno a noi. E scrivere un elenco di almeno 10 di queste, quelle che ci colpiscono di più. L’ideale è ripetere tante volte questo allenamento, ogni giorno, per riscoprire quanta bellezza, sotto mille forme, ci circonda senza che ormai ce ne riusciamo ad accorgere.
Inoltre dobbiamo imparare a cercare sempre gli aspetti positivi nelle cose che non ci piacciono. Pensando ogni sera, per esempio, a ciò che non è andato bene durante la giornata, dobbiamo trovare almeno tre cose positive. Intese come utili, come opportunità, come insegnamenti che i problemi ci hanno offerto.
Pensiamo a quanto accaduto di recente a Berlino, con la strage nel mercatino di Natale. Cercare gli aspetti positivi significa notare che nel caos di un evento simile diverse persone si sono prodigate per gli altri, notare come i sistemi di controllo in Italia siano stati efficienti per fermare l’attentatore, come molti paesi abbiano alzato il livello di attenzione garantendo una maggiore sicurezza.
Essere ottimisti non vuol dire negare le cose negative che accadono, come una strada, ma saper vedere tutto il buono, tutto quello che c’è di utile e costruttivo e da cui dovremmo sempre ripartire di fronte alle difficoltà della vita.
Un semplice esercizio che allenerà la nostra visione positiva proprio su quei punti che non ci piacciono o ci mettono in difficoltà: se impariamo a dare un senso diverso alle situazioni che normalmente giudichiamo negative, diventeremo molto più forti e impareremo a vivere con più serenità ogni problema.
La gentilezza si nutre di ottimismo. Fra un paio di settimane vedremo l’elemento più importante per diventare persone gentili e felici.

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